Economia, difesa, cultura e turismo: queste le aree in cui si sviluppano le maggiori sinergie tra Italia e Corea
Saranno un milione i turisti coreani che, quest’anno,
visiteranno l’Italia
Le minacce di Pyongyang, la risposta di Washington e Seul, ma anche il ruolo dell’Italia e le opportunità di cooperazione con la Corea del Sud: a questi temi è stata dedicata la conferenza organizzata oggi dall’Istituto Affari Internazionali insieme all’Ambasciata della Repubblica di Corea. L’incontro si inserisce all’interno della Korea Week, la ‘Settimana della Cultura Coreana’, in corso fino al 27 ottobre a Roma: non solo rassegne musica, arte, fashion ma anche dibattiti su cooperazione internazionale, politica e relazioni della Repubblica asiatica.
Mentre proseguono da un lato le provocazioni di Kim Jong-un e dall’altro le esercitazioni annuali di Stati Uniti e Sud Corea, diplomatici ed esperti italiani e internazionali si sono riuniti per discutere strategie in corso - come quella del presidente Usa Donald Trump - e azioni future per salvaguardare gli equilibri dentro e fuori il Nord-Est asiatico.
“Le relazioni Italia-Corea sono notevolmente cresciute negli ultimi anni – ha sottolineato Jong-hyun Choi, Ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia in apertura dei lavori di K Union-. L’Italia è il 3° partner europeo per la Corea con un interscambio commerciale che si avvicina a 9 miliardi di dollari, un partner importante in molte aree strategiche come l’economia, la difesa, la cultura e il turismo. Anche i coreani apprezzano sempre più il Bel Paese tanto che quest’anno, per la prima volta, il numero di turisti coreani in Italia supererà il milione di persone grazie anche a 20 voli settimanali diretti e alle due linee aeree che collegano agevolmente i due paesi”.
“Apprezzo molto – ha proseguito e concluso l’Ambasciatore - il ruolo che il governo italiano sta svolgendo, in qualità di paese che presiede sia la Commissione dell’ONU per le Sanzioni alla Corea del Nord sia il G7, per fare pressione insieme alla comunità internazionale sulla Corea del Nord affinché abbandoni immediatamente lo sviluppo del proprio programma nucleare e missilistico”.
Ferdinando Nelli Feroci, Presidente IAI, ha dal canto suo sottolineato che l’Istituto, con l’evento odierno, ha “voluto contribuire a una migliore conoscenza delle grandi potenzialità di sviluppo delle relazioni tra Italia e Corea. In un contesto caratterizzato da gravi fattori di instabilità nella penisola coreana, che sono una diretta conseguenza del programma nucleare della Corea del Nord, Italia e Repubblica di Corea hanno un interesse convergente a rafforzare ed intensificare il loro rapporto sia nella dimensione economica che in quella politica”.
La prima sessione ha discusso la questione nordcoreana e le risposte della comunità internazionale. Myong-Hyun Go, analista dell'Asan Institute for Policy Studies, ha rilevato l’entità della minaccia posta da Pyongyang. Le provocazioni di Kim Jong-Un hanno l’intento di mostrare la forza militare della Corea del Nord, così da acquisire potere strategico nella regione.
Pyongyang difficilmente adotterà strategie più diplomatiche, poiché sta attuando una “politica di sopravvivenza”, ha dal canto suo osservato Franco Venturini, editorialista del Corriere della Sera. Circa la possibilità di un conflitto militare fra Corea del Nord e Usa, Venturini ha notato che nessuno dei due paesi ha un reale interesse a intraprendere un’opzione militare, ma “una guerra si può iniziare per errore, specialmente quando ci sono esercitazioni militari su entrambi i fronti”.
In questo contesto, quali opzioni hanno la comunità internazionale e, in particolare, Washington? Ugo Papi, consulente della Commissione Esteri della Camera, esprime una visione pessimista della possibilità di ridurre le tensioni con la Corea del Nord: per raggiungere tale obiettivo è necessario avere una strategia chiara, che né la comunità internazionale né gli Usa possiedono.
L’Unione europea ha adottato misure restrittive nei confronti della Corea del Nord con l’intento di portare il paese al tavolo delle negoziazioni, ricorda Davide Giglio, un diplomatico che si occupa di Asia e Oceania al Ministero degli Esteri italiano. L’obiettivo principale dell’Unione è di promuovere soluzioni diplomatiche al fine di allentare la tensione nella penisola e salvaguardare i diritti umani.
Nel quadro degli interessi regionali, s’è inserito anche l’intervento di Noemi Lanna, professoressa associata all’Università di Napoli ‘L’Orientale’, che ha richiamato il ruolo giocato dall’escalation della tensione innescata da Pyonyang nella riconferma della coalizione guidata dal primo ministro Shinzo Abe nelle elezioni giapponesi di domenica scorsa.
La seconda sessione è stata centrata sulle relazioni bilaterali, soprattutto in chiave economica, fra Roma e Seul: protagonisti Andrea Goldstein, consigliere delegato di Nomisma, Jung-dae Suh, presidente del Korea Institute for Enterprises and Economy, e Antonino Laspina, marketing officer director ICE.
Jung-dae Suh ha fatto un quadro generale sulla natura delle piccole e medie imprese sudcoreane e sulle differenti modalità di cooperazione fra quest’ultime e la loro controparte italiana.
Laspina ha ulteriormente dettagliato le possibilità di cooperazione fra le piccole e medie imprese italiane e sudcoreane nell’accesso a mercati terzi, come nel Sud-Est asiatico e in Africa.
L’intervento finale è stato di Goldstein: ha riassunto i principali fattori di cooperazione fra i due partner, evidenziando i principali interessi convergenti, “preservare il libero mercato e promuovere un ruolo più inclusivo per la globalizzazione”.
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